…e non ho ancora pronte le valigie!

Sei pronta?”, mi chiedonono. La risposta? “Io sì, ma le mie valigie no.

Sono in ritardo di circa 4/5 ore sulla tabella di marcia, ma non riesco più a tenere gli occhi aperti… Speravo di riuscire a finire le valigie e gli altri preparativi entro stanotte, in modo da avere tutto domani libero per entrare in panico… e invece niente… temo che la fase del panico la dovrò saltare, purtroppo.

 
Al momento questa è la mia situazione:

My Desk

 
Da sinistra:
° stampe sulle regolamentazioni USA per il trasporto materiale elettronico in aereo;
° zip-bag contenente sapone, dentifricio, spazzolino e collirio per il volo;
° red bull per riuscire a combinare qualcosa invece di collassare dal sonno;
° chiavetta USB (non mia) che fa sempre comodo;
° dolmac con gmail e informazioni sull’areoporto di Newark1;
° post-it appollaiati sul dolmac con alcune delle rimanenti cose da fare;
° lampada colorata;
° pinzette e matita: impossibile vivere senza;
° dolmini in fase di ricezione di fotografie da mostrare ai parenti;
° post-it pronti all’uso;
° elenco delle cose da mettere in valigia, divise per categoria in 5 comodi fogli;
° e-biglietto aereo;
° moleskine planning della settimana, a rischio esplosione;
° matita nuova: fantastica;
° telefono (distrutto) dai giorni contati, usato per ricevere e mandare centinaia di sms.

Per vedere il particolare destro dell’immagine, cliccate qua.
La cosa migliore è che adesso che non riesco più a fare niente, invece di dormire, mi metto a scrivere questo post… GEEK!



 
NOTE:
1. L’areoporto di Newark… non vedo l’ora di esserci… ho finalmente trovato un motivo per cui potrei tollerare la vita negli stati uniti (forse anche un poco influenzata dalla appassionante giornata elettorale appena trascorsa): fast food e schifezze varie!

Nell’elenco degli imperdibili:
un cheezbrugher di Burger King, che è sempre il migliore;
una ciambellona di Dunkin’Donuts, che mi fanno impazzire ma l’ultima volta che ne ho mangiata una erano almeno 10 anni fa;
un caffé da Starbucks, che anche se non mi piace non posso non andarci.

Menzioni speciali per:
Cereality Cereal Bar (oh… un bar tutto di cereali?), I Can’t Believe It’s Yogurt (e io non posso credere che un posto si possa chiamare così), Seattle’s Best Coffee (e se lo dicono loro…), Famous Famiglia Pizza (no comment), Wok & Roll (questo mi attizza assai), Maui Taco (anche questo mi suscita interesse), Sarku Japan (perché no?), Surf City Squeeze (?), e ultimo ma non ultimo… (drumroll)… Sbarro… che grazie ad Andrea è stato identificato come catena di ristoranti italiani dal nome un po’ triste… sul loro sito potete leggere anche il menù.

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2 Comments on Ci siamo quasi…

  1. dolma33 says:

    Uh… leggo adesso, dal menù di Sbor.. ehm… Sbarro:


    Pizza Blanca (White Pizza)
    Our hand-stretched pizza dough is topped with ricotta cheese sauce, mozzarella, a dash of marinated garlic and olive oil, and is then baked to crisp, golden perfection for a signature taste only Sbarro can provide.

    uhm… non posso dire di non vedere l’ora di mangiarla… ma se ne vedo una giuro ve la fotografo… ^_^

  2. Andrea says:

    Argh… ricotta cheese sauce e’ a dir poco inquietante. Cioe’ lo sarebbe gia abbastanza anche se fosse solo ricotta cheese, ma il sauce in coda lo rende assolutamente minaccioso. Molto sospetto e’ anche il fatto che non specifichino IN COSA e’ stato marinato l’aglio.

    Comunque, SBARRO vince su tutti finora. Devo riuscire a trovarne uno anche qui a Londra.

    Tanti auguri (che te lo scrivo a fare che tanto ci sentiamo fra un ora) e vento in poppa (e niente doppi sensi del piffero pls).

    :*

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