Recipes

dolma33 on September 3rd, 2009

Per restare in ambito culinario, vi racconto come preparare delle deliziose Fajitas (chiamatele Fajitas, Tacos o Burritos, il succo è sempre quello).
Per prepararle, è stata fondamentale la direzione di un amico messicano (Marco) e l’aiuto della mia amica ecuatoriana (Angela), nonché una televisione che trasmetteva video di Salsa.

Quindi vediamo…

Ingredienti (in ordine assolutamente casuale):
Aglio, peperoni, cipolla, pomodoro, tortillas di frumento, peperoncino, carne di mucca, limone, pepe, sale, avocado.

  1. Tagliare la carne in filettini sottili sottili da marinare con pepe, sale e limone (proporzioni: circa 2 limoni per kilo).
  2. Preparare il guacamole: prendere (3) avocados un poco maturi, estrarre la polpa e schiacciare con una forchetta in un recipiente; aggiungere sale e limone e lasciare riposare.
  3. Soffriggere aglio, peperoni, cipolle e pomodori (tutti tagliati sottilissimi).
  4. A parte, soffriggere la carne con olio di oliva, lasciarla cuocere (mescolandola solo una volta) (non chiedetemi perché, queste sono le istruzioni).
  5. Una volta cotta la carne, tagliarla a listarelle ancora più fini.
  6. Scubettare finemente pomodori e cipolla e aggiungerli al guacamole.
  7. Scaldare le tortillas direttamente sul fuoco.
  8. Servire le tortillas con dentro la carne, mentre a parte verranno lasciati il guacamole, la salsa di peperoni e pomodoro, salsa piccante (e altre salse al gusto), in modo che ciascuno sia libero di riempire la sua tortilla con quello che vuole.
Fajitas 07 - Ofreciendo Guacamole

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dolma33 on August 20th, 2009

Ieri sera Andres voleva preparare le empanadas al formaggio. Mi piacciono molto, ma non trovavo l’idea molto sensata, visto che per prepararle in casa ti parte un sacco di tempo nel fare l’impasto, riempirle, piegarle e friggerle, nonché una bottiglia di olio, mentre al mercato le compri per 75 cents… Poi però mi è venuta un’idea…

Così gli lascio preparare l’impasto (farina, acqua, sale e burro –qua chiamano burro la margarina… cosa farci, ci si adatta!). Mentre la palla di massa riposa, gratto un intera forma di formaggio fresco (non so se in italia c’è un formaggio come quello che c’è qua, però c’è la mozzarella, che è 1000 volte meglio) e affetto sottile sottile un poco del salame che mi ha portato Maurizio qualche settimana fa.

Metà dell’impasto la dedico alle empanadas: facciamo sferette di circa 4 cm di diametro, le stendiamo in una sfoglia circolare (grazie all’oramai immancabile bottiglia di Pilsener ad uso mattarello), una cucchiaiata di formaggio al centro, pieghiamo in due e sigilliamo accuratamente, facendo uscire tutta l’aria.

Con l’altra metà faccio dei quadratini di sfoglia, mentre Andres mi guarda perplesso senza capire il senso di quei pezzi di empanada vuoti e semplici.

L’olio si scalda e iniziamo a friggere. Gli amici già riempiono la cucina. Una deliziosa empanada bollente ciascuno: c’è chi ci mette sopra una cucchiaiata di zucchero finché è calda.

Mentre friggiamo i pezzetti quadrati, gli altri non capiscono molto bene che cosa voglio farci: impasto senza niente dentro, semplice impasto fritto?

Tiro fuori dall’olio i miei pezzettoni dorati, con un tovagliolo li asciugo dall’olio.
Un paio di fette di salame in mezzo, piego a metà e offro a ciascuno un pezzo di Torta Fritta con Salame.
Posso metterci la maionese in mezzo?” Certo.

Con le dita unte mi accorgo felice che l’esperimento é riuscito, e ancora una volta ho portato un po’ di Emilia Romagna su quest’isola… Mentre gli altri si leccano le dita gliene porgo un altro pezzo…

La mia pancia piena é soddisfatta: ho finalmente imparato a cucinare le empanadas al formaggio!

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dolma33 on June 19th, 2009

Era andata via la corrente e siamo rimasti senza luce, ma io oramai avevo comprato le uova, la farina, i funghi, l’aglio, la pasta di pomodoro e le erbette. Non potevo di certo rinunciare.

Anche perché oramai lo avevo detto a tutti, gustandomi le loro facce allibite.
Fai la pasta? Sul serio? Ma non puoi usare quella in busta? Ma usi una macchinetta? A mano? Veramente lo farai a mano?

E così mi ritrovo di fronte al tavolone di legno che abbiamo in giardino, all’aperto, perché così per lo meno avrò circa un altra ora di luce, anche se fioca.
Arietta fresca, uccellini che si preparano a dormire, il rosso del sole che se ne va (chi è che mi aveva detto che all’ecuatore non esiste il tramonto?).

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