dolma33 on November 6th, 2008

…e non ho ancora pronte le valigie!

Sei pronta?”, mi chiedonono. La risposta? “Io sì, ma le mie valigie no.

Sono in ritardo di circa 4/5 ore sulla tabella di marcia, ma non riesco più a tenere gli occhi aperti… Speravo di riuscire a finire le valigie e gli altri preparativi entro stanotte, in modo da avere tutto domani libero per entrare in panico… e invece niente… temo che la fase del panico la dovrò saltare, purtroppo.

 
Al momento questa è la mia situazione:

My Desk

 
Da sinistra:
° stampe sulle regolamentazioni USA per il trasporto materiale elettronico in aereo;
° zip-bag contenente sapone, dentifricio, spazzolino e collirio per il volo;
° red bull per riuscire a combinare qualcosa invece di collassare dal sonno;
° chiavetta USB (non mia) che fa sempre comodo;
° dolmac con gmail e informazioni sull’areoporto di Newark1;
° post-it appollaiati sul dolmac con alcune delle rimanenti cose da fare;
° lampada colorata;
° pinzette e matita: impossibile vivere senza;
° dolmini in fase di ricezione di fotografie da mostrare ai parenti;
° post-it pronti all’uso;
° elenco delle cose da mettere in valigia, divise per categoria in 5 comodi fogli;
° e-biglietto aereo;
° moleskine planning della settimana, a rischio esplosione;
° matita nuova: fantastica;
° telefono (distrutto) dai giorni contati, usato per ricevere e mandare centinaia di sms.

Per vedere il particolare destro dell’immagine, cliccate qua.
La cosa migliore è che adesso che non riesco più a fare niente, invece di dormire, mi metto a scrivere questo post… GEEK!

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dolma33 on November 4th, 2008

In attesa di scattare le mie migliaia di foto delle Galápagos, macchina fotografica rotta permettendo, ho preparato una collezione delle più belle foto delle Galápagos su deviantART.

Eccovene un’anticipazione… le altre le trovate qua


 

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dolma33 on October 30th, 2008

Non ne ho mai avuto uno prima.
Da ieri mi chiedo come ho fatto a vivere senza.

Ha le pagine che scriverci sopra è una goduria, e la copertina che è un esplosione tattile.
Ed essendo già stato scritto—non più vergine—non ho il mio solito timore reverenziale nei confronti di quaderni e agende nuovi, che nelle occasioni più acute addirittura me ne impedisce totalmente l’utilizzo. Questo significa che appena mi sono trovata da sola con lui ho iniziato a riempirlo di informazioni, to-do e appunti.

Per non parlare poi del contenuto ciccioso… ^_^

Sto facendo una fatica terribile a non leggere le frasi stupide che ci avete lasciato, in modo da far si che siano una sorpresa al momento giusto…

E non importa cosa io stia facendo, ogni decina di minuti mi ritrovo ferma, con la penna in mano, a scervellarmi per trovare una qualsiasi scusa per poterci scrivere sopra…

Cribbio…

Grazie ragazzi!!!

 

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dolma33 on October 27th, 2008

Uhm… diciamo una delle feste più disastrose che io abbia mai organizzato… io ero rimbambita dalle vaccinazioni, in generale eravamo tutti stanchi, circa la metà dei confermati non si è fatto vedere e, strano a dirsi, il consumo di alcol è stato quasi nullo…

Però è stata un’ottima occasione per vedercisi tutti insieme prima della partenza…

Ecco qualche foto stupida, grazie a Matteo e a Diego (ce ne sono poche, purtroppo… ma io proprio non sarei riuscita a occuparmene…):

17 Nov '08 - Dolma & Andrea Party - # 9
 
Black VS Color   Mmm please don´t ask

 
Le trovate tutte un po’ qua e un po’ qua.
 

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dolma33 on October 27th, 2008

Vi ho già parlato del libro Darwin e le isole incantate - Storia delle Galápagos (di Victor von Hagen) in un altro post
Bene, oggi vorrei leggervi quella che secondo me è la più bella parte del libro, in cui viene narrata la nascita delle isole Galápagos in una maniera così coinvolgente e toccante che l’unico modo efficace di descrivervela è leggervela…
Quindi…

Centinaia di milioni di anni fa sul globo terrestre avvennero violenti cambiamenti. [...]
Sotto le acque azzurre del Pacifico la terra si mosse. A circa 2000 braccia di profondità sulla linea dell’equatore, a 600 miglia dal Sudamerica, il mare bruciava come un enorme calderone lambito dalle fiamme dei vulcani sottomarini. Masse di alghe bollivano nella schiuma come in una pozione di strega. Pesci mostruosi risalivano in superficie e le acque agitate mandavano riflessi metallici e iridescenti in un caotico baccanale. Stava nascendo un’isola. I secoli si susseguirono lentamente e quindi l’isola levò la testa arruffata dalle acque del Pacifico. Non era sola: centinaia di coni vulcanici, grandi e piccoli, spuntarono in quel mare. Mentre l’attività eruttiva continuava, la lava fuoriuscita si ammassava a formare più vaste masse di terra: nasceva l’arcipelago delle Galápagos.
[...]
Col tempo — un tempo sempre misurato in milioni di anni — le Galápagos, al pari delle altre isole di analoga origine, si raffreddarono. Il triplice assalto del tempo, degli agenti climatici e dell’erosione creò piccole nicchie di terra dentro il basalto vulcanico.
Dal continente, trasportate dalle calde correnti d’aria che avvolgevano la terra nell’era dei rettili, giunsero le spore di strane piante ed alcune attecchirono nel povero suolo. Alle isole arrivarono radici di mangrovie, [...] e nella putrescenza delle coste isolane trovarono un terreno fertile per la crescita. Col tempo una ragnatela di vegetali coprì la lava. Poi [...] arrivò la fauna: rettili, serpenti e gigantesche tartarughe [...]. E uccelli, di terra e di mare, [...]
Le isole appena nate vissero in uno splendido isolamento. In tutto il mondo si susseguirono i cambiamenti. I rettili sparirono per essere sostituiti da rapaci mammiferi muniti di zanne. La terra si riscaldò, poi si raffreddò e quindi si riscaldò di nuovo e la sua forma si modificò profondamente. Dal caos dell’evoluzione uscì uno strano animale che camminava eretto: l’uomo e con lui, via via che progrediva, cambiò il mondo. Sulla crosta del globo sorserò città fatte dall’uomo; navi viaggiarono toccando tutti i territori ancora ignoti. Ma le isole di lava, isolate dal resto, rimasero sconosciute; i loro abitatori — uccelli, testuggini, otarie, pellicani, iguane e pinguini — continuarono a vivere come avevano fatto per milioni di anni. Il tempo, per le isole vulcaniche, si era fermato.

Victor Von Hagen - “Darwin e le isole incantate - Storia delle Galápagos ” ed. Rizzoli

Spero di non avere infranto nessuna regola di copyright nel condividere con voi questo brano. Se per caso qualcuno si fosse incavolato a morte, per favore, prima di denunciarmi, mi mandi una mail chiedendomi di togliere il post… perché se devo anche affrontare una denuncia, me lo dite voi con che soldi ci vado io alle Galápagos?

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